Facciamo Revenue con il Voucher Turistico?

Per me che di lavoro gestisco i prezzi di decine di attività extralberghiere, è doveroso andare a cercare soluzioni anche dove apparentemente non ci sono.

Ed eccomi oggi a spulciare le prime misure di sostegno alle attività ricettive.

Tra queste – si sapeva – la più controversa è senza dubbio il VOUCHER Turistico, istituito dal governo nell’ultimo DL per “stimolare” il turismo nazionale.

L’idea è quella di invitare il cittadino a soggiornare in strutture ricettive nel territorio nazionale utilizzando degli speciali voucher del valore massimo di 500€.

Faccio una piccola premessa per offrirti subito la mia personale chiave di lettura dell’iniziativa. Non voglio quindi entrare nel merito della iniziativa, poiché ne comprenderemo la “reale” validità in termini di economia per il settore solo tra parecchi mesi.

All’interno di questo articolo mi limiterò a condividere le possibilità che questo voucher potrebbe rappresentare per gli operatori.

Ma cos’è questo tanto discusso VOUCHER TURISTICO?

Tantissime strutture in tutta Italia si trovano ad affrontare la stagione estiva azzoppate dalla nuova realtà in cui questa emergenza ha catapultato l’intero settore (e non solo). Sono molte le domande oggi: Quando riapriranno le frontiere? Quando torneranno a regime i collegamenti? Quando torneremo a ricevere prenotazioni?!

Le attività, grandi o piccole che siano, hanno un solo grande bisogno: LAVORARE.

Tutti avremmo sperato di trovare nel decreto una buona dose di liquidità a fondo perduto e sgravi fiscali, ma per tanti questo Voucher è l’unico “incentivo” indiretto alla ripartenza.

Si tratta di una misura basata sul credito d’imposta attraverso il quale i cittadini con ISEE non superiore a 40mila euro ricevono uno “sconto” sui servizi offerti dalle imprese turistico ricettive. Sarà utilizzabile dal 1 ’ luglio al 31 dicembre 2020 da un solo componente per nucleo familiare nel limite massimo di 500 euro per famigli con figli, 300 euro per i nuclei familiari di due persone e 150 euro per una sola persona. Gli importi saranno fruibili nella misura dell’80% come sconto e del 20 % come detrazione.

Ma cosa significa tutto questo per la struttura?

Sin dall’uscita del decreto ci domandiamo “ma a me chi mi paga?”

Siamo tutti d’accordo che questo voucher è totalmente insufficiente, anzi in molti casi dannoso per le attività. Ma proviamo a capire se effettivamente ci possono essere dei vantaggi e in quali casi.

Proviamo anche in questo caso – non è stato facile! – a guardare il bicchiere mezzo pieno.

Proviamo a guardare al Voucher da una prospettiva diversa e magari potrebbe – almeno in parte – aiutarci a ripartire.

Sei pronto? Ecco alcune riflessioni utili.

Anzitutto, non si tratta di una scelta rigida, lo accetto o non lo accetto.

Il voucher è utilizzabile fino al 31 dicembre 😉 e lascia alla struttura turistica la possibilità di applicare particolari condizioni per il suo utilizzo.

Potremmo decidere di accettare il voucher per soggiorni lunghi, di una o magari anche 2 settimane, dato che queste prenotazioni garantirebbero una buona dose di liquidità per la struttura ma anche un bel risparmio per il nostro ospite.

Potremmo decidere di accettarlo per soggiorni in periodi deboli come ottobre per le destinazioni mare, o magari usarli per le prime prenotazioni della ripartenza “sfruttando” questa possibilità per riattivare i flussi di prenotazioni per la struttura.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di lasciare in stand by le richieste di prenotazione di clienti che vorrebbero utilizzare il Voucher e creare una mailing list dei contatti da utilizzare più avanti per riempire l’invenduto ed ottimizzare gli incassi.

Facciamo adesso un esempio pratico, per comprenderne meglio il funzionamento.

Una famiglia richiede il preventivo per un soggiorno dal 24 settembre per un soggiorno di 7 notti. La struttura invia il preventivo pari ad € 700,00.

Quanto e come incasserebbe la struttura accettando il voucher turistico?

La struttura si troverebbe ad avere un incasso “diviso”: infatti riceverebbe € 400 in credito di imposta (corrispondente all’80% sul limite di 500 euro che il cliente riceve come sconto) ed i restanti €300 di vero e proprio incasso che il cliente dovrà saldare secondo le modalità previste per una normale prenotazione.

Ma come si incassano i restanti 400€?

Il decreto lo definisce uno “sconto” che il cliente riceve per il soggiorno. La struttura, solo in un secondo momento, lo riceverà dallo Stato sotto forma di credito di imposta.

In soldoni questi 400€ verranno sottratti dalle prossime imposte che la struttura dovrà versare (tra cui non solo le Tasse come Irap e Ires ma anche dalla dichiarazione IVA ad esempio slittata al prossimo 16 Settembre). Questo anche in funzione del fatto che saldi ed acconti tasse (IRES e IRAP) sono stati cancellati dal decreto. Inoltre il credito può essere ceduto ad un fornitore (se lo accetta) che potrà vantare questo debito acquisito con lo stato e sfruttarlo come credito di imposta

Dal canto suo il cliente a fronte di un soggiorno del valore di € 700 spenderà “solo” €300 (di cui € 100 corrispondenti al 20 % del voucher che potrà portare in detrazione sulla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo).

Il turismo ha bisogno di tornare ai ritmi di sempre.

Abbiamo tutti bisogno di tornare a lavorare (perché di questo si tratta). Il panorama del settore (e più in generale dell’intero sistema economico) ha subito un duro colpo e si trova di fronte ad un cambiamento epocale. Per questo dobbiamo rivalutare alcune nostre convinzioni e prendere in considerazioni le nuove opportunità che questo panorama rinnovato di propone, anche se di poco impatto.

Autore: Giuseppe Murina

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