L’evoluzione dell ospitalità extralberghiera tra presente e scenari futuri

Aperitivo con Danilo e Erminia Donadio

Erminia Donadio è appassionata di turismo da sempre e fondatrice di Hospitality-News.it, il portale d’informazione su ospitalità e turismo che ormai è diventato il punto di riferimento per i professionisti dell’ospitalità in tutta Italia.

Insieme a lei, durante l’ultima puntata dell’Aperitivo con Danilo, abbiamo affrontato alcuni dei temi più controversi del nostro settore:

Come sta evolvendo l’extralberghiero, quali sono i trend e i possibili scenari futuri?

Qual è lo stato di avanzamento dei lavori in materia normativa, fiscale, legale e amministrativa delle strutture extralberghiere e sulle locazioni turistiche?

Come utilizzare tutto questo a vantaggio delle nostre attività?

Ecco un riepilogo della conversazione con Erminia…

 

Erminia, in questo momento stai osservando il settore extralberghiero da un punto di vista “neutro”. Secondo te come si è evoluto il settore negli ultimi anni? Cosa cerca il turista?

Innanzitutto è un grande onore poter parlare a questa community, trovo che sia una delle poche in Italia che riesce a funzionare bene perché oltre al confronto, ciò che circola bene è l’informazione su tutti gli aspetti coinvolti nella gestione extralberghiera.

Hai detto bene, la mia posizione è quella di un osservatore esterno. Anche se osservando come si è evoluto il settore negli ultimi anni e facendo formazione in aula sento di essermi avvicinata molto a questo settore, contribuendo in prima persona con l’organizzazione di alcuni eventi e la divulgazione tramite il mio portale Hospitality News.

Sostanzialmente, credo che negli ultimi anni la componente fondamentale che è più di tutte si è modificata è la domanda.

I viaggiatori cercano l’“esperienza”, che per quanto possa essere un termine abusato, effettivamente descrive molto bene la realtà dei fatti: i turisti vengono in Italia alla ricerca di un’esperienza unica, originale, anche nella ricerca dell’alloggio. Chi arriva qui vuole soggiornare in una struttura unica, diversa, ma che possa assicurare comunque alti standard di qualità.

Quali sono secondo te gli attori più importanti del settore extralberghiero?  

Il trend della domanda nell’extralberghiero è in continua ascesa, e questo lo dimostra anche come si stanno muovendo i diversi attori sul mercato, a cominciare dalle Start-up, partite da zero e cresciute in pochissimi anni.

Oltre a loro, tantissime società hanno creato nuove opportunità di business e questa secondo me è il più grande contributo dell’extralberghiero: la rivoluzione non è soltanto economica, ma soprattutto sociale. Basti pensare ai cambiamenti portati da AirBnb nel giro di appena qualche anno…

A fianco dei privati, anche le associazioni ormai ricoprono un ruolo importantissimo. Stanno facendo un lavoro incredibile, sia per la formazione agli operatori turistici, sia dal punto di vista della normativa e della burocrazia.

Anche gli host si stanno dando da fare, accogliendo i propri ospiti in modo sempre più professionale nei propri appartamenti e case vacanza. La varietà delle attività è sicuramente un valore aggiunto che caratterizza il settore ed è quello che piace al turista.

E poi ancora, ci sono i property manager che si strutturano sempre di più.

Ciò che non potrà più esistere invece è il mestiere fatto in maniera improvvisata o fuori dalla legge. Ormai il cliente richiede tanta qualità e quando prenota riconosce se chi sta dietro a una struttura lo fa in modo “arrangiato” oppure no….  

Ecco perché in futuro le strade possibili per i proprietari di strutture saranno soltanto due: o la gestione attraverso un Property Manager oppure una gestione di tipo imprenditoriale.

Accanto a questi attori ce n’è un ultimo davvero importante, lo Stato, che sta concedendo sempre più attenzione al settore extralberghiero.

Finalmente gli operatori turistici sono riusciti a farsi sentire, visto che stiamo parlando di un settore che traina l’economia, produce lavoro e soprattutto porta tanta crescita al territorio.

Tanti giovani sono tornati nella propria terra d’origine proprio perché hanno avuto la possibilità di avviare un’attività nel proprio territorio, e credo che questa sia una cosa fantastica.

 

Come dicevi prima, un altro attore importante sono le start-up…

Assolutamente sì, le Start-up sono un attore importantissimo nel settore e rappresentano un’opportunità enorme per chi sa coglierla.   

Tutto il settore è nel mirino degli investitori. Sia di chi si occupa di extralberghiero, sia di coloro che lavorano nell’immobiliare e si occupano di compravendita di immobili.

Devo dire che un altro aspetto importantissimo è quello delle start up legate al mondo della tecnologia e dell’innovazione, di cui Keesy è un esempio. Queste semplificano e semplificheranno sempre di più il lavoro degli operatori.

 

Domanda da parte di un membro della community: quali tipologie di strutture fanno parte del settore extralberghiero?

Danilo: Durante i nostri corsi dico sempre che “extralberghiero” è tutto quello che non è albergo e rientra, nella legge regionale, tra le categorie delle attività extralberghiere.

Però è vero anche che la normativa non può elencare tutte le attività e alcune sono proprio “al confine” tra alberghiero ed extralberghiero.

Spesso la struttura extralberghiera diventa motivo di destinazione e viaggio, pensa alle case sull’albero, o alle strutture in pietra particolarmente belle e romantiche…

Generare domanda in una destinazione attraverso un hotel è più complesso rispetto a generare una domanda nell’extralberghiero.

Fare un hotel in un luogo dove non ci sono turisti e riuscire a generare una domanda richiede molti più costi e investimenti di partenza che rischiano di  “ingessare” chi vuole partire.

Erminia: Tra l’altro alcune regioni come il Piemonte hanno considerato queste formule di ospitalità “innovative” inserendole nella propria normativa.  Sicuramente nei piccoli borghi e nei centri storici italiani in cui spesso è difficile aprire hotel, il mercato extralberghiero ha trovato il proprio spazio consentendo di portare l’ospitalità laddove altrimenti non ci sarebbe stata alcuna possibilità.

A livello di gestione l’albergo diffuso non è poi così diverso da alcune attività extralberghiere che hanno diversi appartamenti “distribuiti” in un centro storico.

 

Ecco una considerazione da parte di Marinella, un’amica che ci segue: “la clientela ha diverse esigenze, quindi chi vuole una vacanza “free” cerca un b&b e chi vuole un all-inclusive andrà invece in albergo, quindi non vedo perché fare la guerra.” Che ne pensi?

Erminia: Il conflitto tra il mondo alberghiero e quello extralberghiero è tuttora acceso, e la mia posizione resta neutra. Il problema non è l’esistenza dell’extralberghiero. Il problema è che gli hotel sono già appesantiti da tutta una serie di problemi e di costi che non dovrebbero essere così (basti pensare ad esempio al costo del lavoro o alla tassazione elevata).

Una struttura extralberghiera in Italia ha un conto economico enorme. Nel momento in cui la crisi ha livellato le tariffe al ribasso, gli alberghi sono stati in difficoltà non potendo giocare sui costi.

Ritengo che queste siano problematiche legate al proprio settore che non necessariamente hanno a che fare con la presenza altrui. Tra l’altro le problematiche su cui si insite sono sempre le solite: evasione fiscale e abusivismo, problematiche presenti all’interno del mondo alberghiero quanto in quello extralberghiero.

Per quanto le criticità ci siano, nell’immaginario comune si è creata questa immagine dell’ “affittacamere improvvisato” e bisognerà fare tanto lavoro di informazione per cambiare questa percezione.

Danilo: Concordo con te. Quello che posso dire è che nella mia esperienza, probabilmente, è sbagliato il sistema di controllo attuale.

Prendi una persona che vuole aprire un’attività extralberghiera: non c’è scritto da nessuna parte cosa deve fare ed è probabile che, dovendosi informare da sola, possa perdere qualche informazione per strada. Esistono le autocertificazioni certo, ma questo sistema non dovrebbe funzionare in questo modo.

In altre parole nessuno supporta il privato quando decide di aprire, ma i controlli arrivano subito dopo, ad attività già avviata in modalità “punitiva” e questo è un controsenso.

Piuttosto avrebbe senso che, al posto di fare controlli punitivi a struttura già aperta, le istituzioni aiutassero il cittadino, informandolo su come fare tutto in maniera legale sin da subito.

Ora l’informazione sta circolando di più, anche se non sempre le indicazioni sono chiare e precise.

Per aprire un’attività in questo settore dobbiamo muoverci in un certo modo.

Certo il fatto che le normative possano cambiare da regione a regione (anzi, a volte da Comune a Comune) non aiuta.

Tuttavia sono positiva e credo che tutti gli operatori coinvolti stiano facendo davvero un ottimo lavoro per sistemare la situazione, che è completamente diversa rispetto a qualche anno fa.

A proposito di gestione di aziende che crescono con un team strutturato e scalano in diverse città, che ne pensi del rapporto tra scalabilità e qualità del servizio? Vanno sempre a braccetto?

Non credo che scalabilità precluda la qualità del servizio, anzi!

Mi sono occupata di sviluppo per una catena alberghiera in Italia e so che questi aspetti vanno spesso di pari passo.

Certo, ampliare la propria attività presuppone compiere delle scelte aziendali (sulla destinazione, sulla tipologia di esperienza offerta) che non necessariamente vanno a discapito del servizio e di tutto quello che abbiamo quando parliamo di una struttura piccola a livello locale.

Credo sia un errore legare il brand al concetto di standardizzazione del servizio, vedi il caso dei franchising che, all’interno della loro struttura rigida hanno comunque lasciato libertà di sviluppo alle attività adattandole alle realtà locali.

 

A livello generale, come vedi la situazione della normativa in questo settore?

Voglio tranquillizzare tutti dicendo che anche nel settore alberghiero la situazione normativa non è così uniforme come si pensa. Fin quando la normativa rimane alle Regioni, tutto è più complicato.

In questo momento si sta mettendo mano ad alcune cose che dovrebbero portare un risultato, e ci aspettiamo una semplificazione nel breve periodo. Nonostante questo caos legislativo, le possibilità restano comunque tante.

Esistono le associazioni e diversi partner che a livello locale possono  dare una mano a capire come muoversi.

Esistono tante società interessate ad andare nelle località ancora tutte da scoprire. E poi ci sono le community come Vivere di Turismo che hanno sempre una risposta per tutti 🙂

Certo al momento dobbiamo muoverci così, ma quello che per molti versi può sembrare un limite in realtà è stato un grande valore aggiunto perché tutti sono andati avanti nonostante le circostanze non semplici.

Quello che ho imparato da questo settore è che gli operatori sono andati avanti nonostante tutto e tutti, anche quando il contesto sembrava più sfavorevole che favorevole, e alla fine sono diventati una forza ottenendo enormi risultati.

 

Domanda da un milione di dollari: quali tendenze percepisci nel settore extralberghiero?

Se penso a quello che è successo negli ultimi 3 anni, credo che l’extralberghiero sia il settore che più di tutti è in grado di dimostrare come la crescita può essere qualcosa di veramente rapido, basta volerlo.

Credo che l’intero settore continuerà a crescere in modo molto veloce, al passo con la domanda, sia attraverso i grandi brand sia attraverso i piccoli host che si organizzeranno sempre meglio.

Un aspetto che non abbiamo citato finora è il lusso, trend in continuo aumento che ha già sottratto alcuni clienti agli hotel. Il lusso è molto appetibile perché lavora sull’esclusività, ecco che un ambiente come un agriturismo o un b&b si presta benissimo a soddisfare questa esigenza.